
Cari amici, il Natale è ormai alle porte e ogni volta che penso al
Natale, mi viene in mente la prima poesia che ho imparato da bambina,e non so quale poeta l'avesse scritta, ma è
rimasta nella storia della mia famiglia.
Recitava cosi
E' Natale!
E' Natale
Un gaudio santo via per l'aria si diffonde
e il mio cuore non nasconde la sua gran felicita'.
A voi lieta mi presento
ed innalzo una preghiera e il mio cuor che tutto spera,
per voi chiede
pace e amor.
LA STORIA DEL PRESEPE
Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, per i Cristiani figlio di Dio e della
Vergine Maria. Cade il 25 dicembre . Il Natale è anche chiamato Natale di Gesù o Natività del Signore e
preceduto talvolta dall'aggettivo santissimo (talvolta abbreviato in Ss.). Secondo il calendario liturgico
cristiano è una solennità di livello pari all'Epifania, Ascensione e Pentecoste e inferiore alla Pasqua (la
festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli
ultimi due secoli, da quando cioè è diventata la festa in cui ci si scambia i regali e quindi è il periodo
più importante perchè si sta insieme in famiglia. Che cosa significa "Natale"?
"Natale" deriva in generale dal Latino natum che significa "generato", e più in particolare dagli aggettivi
natale(m) e nataliciu(m), che significano "riguardante la nascita". Nel Latino ecclesiastico il sostantivo
(dies) natalis "(giorno della) nascita" veniva usato per indicare la ricorrenza della nascita di un santo
o, spesso, della sua morte, in quanto la morte terrena nella tradizione cristiana assume un significato di
nascita in riferimento alla vita ultraterrena. Natale significa quindi "giorno della nascita" ,
"compleanno" e riguarda la nascita di una personalità d'eccezione: Gesù.

La tradizione tutta italiana, poi esportata, del presepe trova le basi della sua diffusione in diverse
usanze della cultura popolare. Una tradizione molto antica, che ricorda molto la rappresentazione del
presepe è quella dei larii. I larii erano gli antenati defunti che, in base alla tradizione romana,
vegliavano sul buon andamento della famiglia. Per ogni morto veniva creato un sigillum, un’effige che
rappresentasse il morto, e durante la festa della Sigillaria, in prossimità del Natale, il 20 dicembre, i
parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno, e venivano disposte
all’interno di piccoli recinti a fantasia, e la vigilia del Natale la famiglia si riuniva davanti a questi
recinti per chiedere la protezione degli avi. Il mattino seguente i bambini vi trovavano piccoli doni o
dolci portati dai loro nonni e bisnonni trapassati. La tradizione di una rappresentazione con statuette in
prossimità del periodo natalizio, è quindi di antichissima origine, a questa usanza è subentrata
l’iconografia cristiana, e le rappresentazioni sono a poco a poco diventate da quelle riferite ai familiari
morti, al racconto della nascita di Gesù; questo specialmente dopo che San Francesco ne diede una prima
impostazione, poi assunta, nel 1223, realizzando a Graccio il primo presepe vivente. Sebbene esistessero
anche in precedenza immagini e raffigurazioni della nascita del Cristo, erano solo rappresentazioni delle
varie liturgie che accompagnavano il periodo natalizio. Dal XVII secolo il presepe cominciò a diffondersi
nelle case delle famiglie nobili, come complemento d’arredo, e ben presto divenne una sorta di “moda”,
approvata dalla chiesa che riconosceva in questa forma di rappresentazione un modo genuino di diffusione
del messaggio ecclesiastico. A Napoli si faceva addirittura a gara a chi avesse il presepe più bello e più
ricco. Nello stesso secolo a Bologna, venne istituita la Fiera di Santa Lucia, un mercato annuale delle
statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, a tutto oggi, dopo oltre due
secoli. La tradizione si ampliò anche alle case borghesi e popolari, e persiste ancora oggi. Buona parte
dell’iconografia rappresentativa del presepe arriva dai vangeli apocrifi, dato che nel vangelo di Matteo
non vi sono molti particolari, gli artisti, in primis San Francesco, si sono ispirati ai personaggi della
tradizione: l’asinello e il bue, i Re Magi, la Grotta, sono tutti personaggi o ambienti che arrivano da
simbologie e tradizioni culturali e che sono poi stati adottati dall’avvento religioso.
TRADIZIONI SULL'' ALBERO DI NATALE

L'albero di Natale è uno dei simboli più rappresentativi del Natale. Sulla nascita di questa tradizione
vengono narrate moltissime storie e leggende. L'elemento comune a tutti i racconti è l'interpretazione del
simbolo: un albero sempre verde, pino, frassino o abete, rappresenta la vita che continua e l'attesa del
ritorno della primavera. Tutti gli altri simboli legati all'albero di natale richiamano la ricchezza della
natura, la luce, gli angeli, i frutti, i campi, le foreste e il mare. La stella che brilla annuncia la fine
del viaggio, il porto della pace. Tra le più antiche narrazioni relative all'albero di Natale troviamo uno
scritto del 1605, quando un cittadino tedesco in visita a Strasburgo, scrisse che in quella città si
preparava un albero per il Natale decorato con ornamenti di carta, frutta e dolciumi. Si racconta che, nel
1611, la duchessa di Brieg, in Germania, avesse preparato tutto nel suo castello per festeggiare la
ricorrenza. Il salone era addobbato quasi interamente, ma la duchessa notò che un angolo appariva vuoto
rispetto al resto della stanza. Avvoltasi nel suo scialle, uscì nel parco adiacente al castello sicura che
la natura le avrebbe offerto qualcosa. Mentre passeggiava pensierosa, notò un piccolo abete e pensò che
sarebbe andato sicuramente benissimo per quell'angolo. Chiamò uno dei suoi giardinieri e chiese loro di
adagiare l'alberello in un vaso che venne poi trasportato nel salone delle feste. Secondo altri l'albero
natalizio decorato viene dall'Egitto in quanto il pino assomiglia a una piccola piramide, e sarebbe stato
un viaggiatore a riportare l'idea di imitare le piramidi con un albero dalla terra dei faraoni in Europa .
Martin Lutero e i luterani, poi, ebbero l'idea di coprire l'albero di piccole candele per rappresentare la
vita e la fede. Ma la più bella leggenda narrata è quella che narra di un taglia legna che, tornado a casa
in una notte ghiacciata illuminata dalla luna, vide uno spettacolo meraviglioso: le stelle che brillavano
attraverso i rami di un pino ricoperto di neve e di ghiaccio. Per spiegare a sua moglie la bellezza di
quello che aveva visto, l'uomo tagliò un piccolo pino, lo ricoprì di nastri bianchi e di piccole candele
per rappresentare il ghiaccio, la neve e le stelle. La moglie, la gente e i bambini del vicinato furono
così meravigliati di vedere l'albero e sentire il racconto del taglia legna che da allora ogni casa ebbe il
suo albero di Natale. La tradizione degli alberi di Natale giunse dall'Inghilterra agli States grazie ai
mercenari della guerra di secessione. Nel 1846, la regina Vittoria e il principe Alberto furono fotografati
con i loro figli intorno a un albero di Natale. L'immagine fu pubblicata nel London News ed ebbe un enorme
successo. Diversamente dagli antenati, questi reali erano molto popolari e con quella fotografia lanciarono
una moda che si diffuse in tutta la Gran Bretagna e negli States: ora gli alberi di Natale erano d'obbligo
per l'elite Americana come per i nobili inglesi. Il primo presidente americano a mostrare un albero di
Natale fuori dalla Casa Bianca fu Franklin Pierce. Nel 1889 Benjamin Harrison dichiarò che l'albero alla
Casa Bianca faceva parte della tradizione americana. I primi alberi recisi furono venduti nel 1851 in una
strada molto trafficata di New York e fu un successo. Il mercato degli alberi crebbe così tanto da portare
alla devastazione di numerose foreste. Theodore Roosevelt, per salvare le foreste, decise che la casa
Bianca non avrebbe più avuto l'albero. I primi alberi artificiali furono realizzati, intorno al 1880, in
Germania per salvaguardare le foreste e l'idea fu subito imitata da una casa produttrice americana. Gli
alberi artificiali avevano il vantaggio di reggere il peso delle decorazioni meglio di quelli veri e di
durare nel tempo.


LA STORIA DI BABBO NATALE
A Nord del Circolo Polare Artico, nell'Europa settentrionale,
esiste una regione: la Lapponia In questa terra viveva un giorno un simpatico vecchietto.... Questa è la
vera storia (o quasi) di BABBO NATALE! In una capanna del bosco, circondata da abeti, vicino ad un allegro
ruscello d'acqua limpida e fresca viveva Natale, il quale si dedicava ogni giorno a coltivare il suo
orticello, a curare le sue renne e ad intagliare il legno, vivendo tranquillamente. Vestiva sempre di
rosso, il suo colore preferito. Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga barba bianca ed
aiutava spesso senza tirarsi mai indietro tutti i suoi vicini. Un giorno pensò che era troppo poco quello
che stava facendo e si mise a pensare: voleva trovare un modo per poter dare agli altri qualcosa di più.
Quella sera fece un sogno: Nel sogno gli apparve un angioletto: era molto bello e grazioso e, con una dolce
vocina, gli spiegò che nel mondo c'erano tanti bambini ma tanti di questi erano poveri e non potevano
permettersi niente, anche loro come tutti gli altri bambini più fortunati desideravano dei giocattoli, ma
non avrebbero mai potuto averli, il cuore dell'angelo era colmo di tristezza e un lacrima gli scorreva
lungo il viso, Natale che era molto sensibile chiese all'angioletto cosa poteva fare per far spuntare sui
visi di tutti i bambini un sorriso e un po' di felicità nei loro cuori. L'angioletto rispose che, se Natale
voleva, poteva aiutarli sarebbe dovuto partire caricando sulla sua slitta trainata dalle sue renne un sacco
pieno di doni da consegnare a ciascun bambino la notte santa, quando nacque Gesù. "Ma dove posso trovare i
giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli tutti in una sola notte e ad
entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte chiuse!" si chiese Natale. L'angioletto gli disse che Gesù
Bambino l'avrebbe aiutato a risolvere ogni problema. Fu così che Gesù Bambino nominò Natale papà di ogni
bambino donandogli il nome di Babbo Natale! I primi giochi che Babbo Natale regalò furono costruiti con le
sue stesse mani: intagliò nel legno bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo. Gesù Bambino
assegnò a Babbo Natale degli Elfi che altro non erano che piccoli angeli dalla faccia simpatica che lo
aiutavano a costruire i giocattoli, a caricarli sulla slitta e a consegnarli in tempo ogni anno la sera di
Natale! Gesù bambino fece anche un piccolo miracolo: concesse alla slitta e alle otto renne il dono di
poter volare nel cielo. Babbo Natale entra quindi quella notte in ogni casa calandosi dal camino e
riempiendo le calze che ogni bimbo appende sotto al camino, come d'usanza, e posando gli altri pacchetti
più grossi sotto agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline, candeline,
bastoncini di zucchero, e anche nelle case delle famiglie più povere gli alberi di pino venivano adornati
con noci, mandarini, frutta secca, che profumavano l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia
tutti insieme. Grazie alla magia dell'amore fu così possibile a Babbo Natale di essere sempre puntuale la
notte santa nella consegna dei suoi doni per poter far felici tutti i bambini del mondo! E portare un
sorriso nei loro visi e nei loro cuori!

Le mie pagine di Natale

Il mio sito partecipa all'iniziativa del Natale 2009
ideata da Soleyada
per saperne di più clicca sul link qui sotto

Partecipano Al Girotondo 2009:
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