Piccola raccolta di poesie, prese dal web, per il Santo Natale
Emanuele
Ardeva l’infinito in miliardi di stelle, guardava ad una grotta nei pressi di Betlemme. Attendeva la notte,
sulla scia d’una cometa, evanescente e bianca tra la gola dei monti, il canto d’un vagito. Esultava una madre,
dal travaglio provata, stringendo a sé l’Eterno e in Esso rallegrava, sicchè le sue fattezze trovava a sè
sembianti: “Questo bambino è Dio, eppure mi somiglia, miei i suoi occhi, persino la boccuccia e l’esile manina
ed il piedino è mio, eppure è Iddio!” E indissolubile, in amorosi sensi, un vincolo tesseva. Giammai ebbe
donna, in sì mirabil modo, tutto per sé il suo Dio. Ardeva l’infinito in miliardi di stelle, di esse la più
bella, sin dal lontano Oriente, in groppa al suo cammello, avvolto nel mantello, di un re segnò la via. Cercava
Agarttha, portava ad una grotta, nei pressi di Betlemme, ov’era dei re il Re. Errava un pastore col suo greve
gregge. Cercava l’Essenziale. Eccolo, è in fasce, tra un bue e l’asinello, e sull’usato viso dal logorio
provato, si condensò l’immenso. Ardeva l’infinito in miliardi di stelle…
di Anna Cervone

Natale di tutti
Natale di chi crede e sta più tempo in chiesa, di chi compra e di chi vende e calcola la spesa. Natale dei
piccini tra dolcini, coccole e bacini. Natale dei balordi che poi sono i più ingordi. Natale di luci, palline,
stelline e tante polverine. Natale di sobrietà con spumanti qua e là, poche aragoste e tanto baccalà. Natale di
gente ai mercati che dai centri son scappati. Natale di giochi, di fuochi e d’azzardo e di chi in tavola ha
pane, vino e lardo. Natale di tutti tranne di Gesù perché lui visse una volta ed ora è lassù. Se lo cercherai,
e fede tu avrai, non ci crederai ma lo toccherai.
di Laerte

A Natale puoi..
A Natale… Puoi portare un sorriso tra la gente a chi non dorme dentro a un letto e vive senza il tetto a chi la
pace fa sperare tra le bombe da evitare a chi non ha più denti da mostrare e nessuno a cui parlare a chi non
mangia mai abbastanza e ha perso la fiducia e la speranza a chi restano poche ore e agonizza all’ospedale a chi
è solo senza i figli a chi cerca il suo papà e una mamma non ce l’ha a chi non sogna più a Natale un bel dono
puoi portare dal negozio del tuo cuore che regala tanto amore.
di Pabela

A Gesu' bambino
La notte è scesa e brilla la cometa che ha segnato il cammino. Sono davanti a Te, Santo Bambino! Tu, Re
dell’universo, ci hai insegnato che tutte le creature sono uguali, che le distingue solo la bontà, tesoro
immenso, dato al povero e al ricco. Gesù, fa’ ch’io sia buono, che in cuore non abbia che dolcezza. Fa’ che il
tuo dono s’accresca in me ogni giorno e intorno lo diffonda, nel Tuo nome.
di Umberto Saba

E’ nato! Alleluia!
E’ nato il sovrano bambino, è nato! Alleluia, alleluia! La notte che già fu sì buia risplende di un astro
divino. Orsù, cornamuse, più gaie suonate! Squillate, campane! Venite, pastori e massaie, o genti vicine e
lontane! Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto da quattromill’anni i profeti, un poco di
paglia ha per letto. Da quattromill’anni s’attese a quest’ora su tutte le ore. E’ nato, è nato il Signore! E’
nato nel nostro paese. Risplende d’un astro divino la notte che già fu sì buia. E’ nato il Sovrano Bambino, è
nato! Alleluia, alleluia!
di Guido Gozzano

La luce
La luce guardò in basso e vide le tenebre: "Là voglio andare" disse la luce. La pace guardò in basso e vide la
guerra: "Là voglio andare" disse la pace. L' amore guardò in basso e vide l'odio: "Là voglio andare" disse l'
amore. Così apparve la luce e innondò la terra; così apparve la pace e offrì riposo; così apparve l' amore e
portò la vita. "E il Verbo si fece carne e dimorò in mezzo a noi".
di Giuseppe Pellegrino

Lo zampognaro
Se comandasse lo zampognaro che scende per il viale,
sai che cosa direbbe il giorno di Natale?
“ Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento
un albero fiorito di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe con la voce che cinguetta?
“ Voglio che i bimbi trovino,quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati, più uno, per buon peso”.
Se comandasse il pastore dal presepe di cartone
sai che legge farebbe firmandola col lungo bastone?
“ Voglio che oggi non pianga nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso,
il bianco, il moro, il giallino “.
Sapete che cosa vi dico io che non comando niente?
Tutte queste belle cose accadranno facilmente:
se ci diamo la mano i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.
Gianni Rodari
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